Undine

Una creatura simile alla sirena

Il dipinto si ispira alla protagonista di una leggenda, o meglio ancora di una serie di leggende facenti parte del folklore germanico. Undine o Ondina sarebbe una figura mitologica femminile le cui origini non sono del tutto chiare, ma già nel Medioevo ne faceva menzione l’opera meglio nota come Nibelungenlied [1] o Saga dei Nibelunghi. Undine viene usato erroneamente come nome proprio, quando invece è il nome della creatura. L’ondina sarebbe l’equivalente della sirena come noi oggi la immaginiamo e come la dovevano immaginare anche nel Medioevo, non come il mostro dell’età classica ma come una chimera metà donna e metà pesce. Come le sirene anche le ondine erano figlie del Dio del Mare ed incantavano uomini e marinai col loro canto fino a farli impazzire e morire. La prima ondina nota al folklore germanico è Lorelei, si racconta che ella viveva presso il Reno ed attirava a sé gli uomini col suo canto e con il suo aspetto, causando naufragi e sciagure. Un giorno, per vendicare il figlio morto, un nobile inviò i suoi soldati ad uccidere la fanciulla, soldati che seppero resistere al suo incanto e che l'avrebbero uccisa, se lei non avesse chiamato suo padre in aiuto: egli mandò un cavallo di schiuma che condusse la ninfa nelle profondità del fiume, da cui ella non fece più ritorno. Le ondine sono descritte come esseri benigni o maligni e qualche volta anche innocui. Nel XIII secolo vengono descritte come esseri benevoli nell’opera Nibelungenlied in cui i Burgundi [2] vengono avvisati dalle ondine, mentre attraversano il Danubio, della pericolosità del loro viaggio.

Probabilmente, sempre durante il Medioevo, sarebbe nata anche la leggenda a cui si ispirò il poema di Friedrich de la Motte Fouqué nel XIX secolo. Nell’opera di Fouqué Undine, figlia del Re del Mare, abbandona il suo ambiente per cercare un amore umano che le consentirà di ottenere un'anima immortale. Ritrovatasi bambina sulla terra, viene allevata da un pescatore e da sua moglie. Cresciuta, trova l'amore nel cavaliere Hulbrand, che presto sposa. Hulbrand, anche dopo essere venuto a conoscenza della vera natura di Undine, le giura amore eterno. Lo zio di Undine, Kuhleborn, la mette in guardia contro il suo amore umano: se mai subirà un torto da Hulbrand, lei dovrà tornare al mare per sempre e lui dovrà morire. La loro vita insieme sarebbe felice, ma la ex fidanzata di Hulbrand interviene a guastare l'idillio, finché Hulbrand torna al vecchio amore ed arriva a trattare male Undine. Questo segna il destino di entrambi: gli spiriti dell'acqua esigono la loro vendetta e dovrà essere proprio Undine a uccidere Hulbrand con un bacio mortale. Il racconto somiglia moltissimo ad un’altra opera facente sempre parte del folklore germanico e noto anche come Sonno dell'Ondina. Ondina è una ninfa acquatica, molto bella e, come tutte le ninfe, immortale. Tuttavia, se si fosse innamorata di un mortale e avesse dato alla luce suo figlio, avrebbe perso la sua immortalità [3]. Ondina si innamorò di un bel cavaliere, sir Lawrence, e i due si sposarono. Al momento di scambiarsi i voti, Lawrence giurò che l'avrebbe sempre amata e le sarebbe stato fedele. Un anno dopo il loro matrimonio, Ondina partorì suo figlio, e da quel momento cominciò ad invecchiare. Come l'attrattività fisica di Ondina diminuiva, Lawrence perdeva interesse verso di lei. Un pomeriggio, Ondina camminando vicino alle scuderie udì il russare familiare di suo marito. Entrata nelle scuderie, trovò Lawrence addormentato fra le braccia di un'altra donna. Furiosa, Ondina puntò un dito verso di lui che si svegliò sorpreso come se il gesto l'avesse colpito realmente. Ondina lo maledisse proclamando:

 

"Tu mi hai giurato fedeltà con ogni tuo respiro, ed io ho accettato il tuo voto. Così sia. Finché sarai sveglio, potrai avere il tuo respiro, ma dovessi mai cadere addormentato, allora esso ti sarà tolto e tu morirai!"

 

Se da queste leggende germaniche sia nata la creatura che Andersen celebrò come La piccola sirena ed esattamente a quale delle leggende si ispirò Fouqué non lo sappiamo, ma Waterhouse certamente conosceva queste storie e potrebbe aver cercato un elemento comune a tutte per raffigurare la sua Undine.

 

 

La fanciulla è raffigurata in una scena di vita quotidiana ma al contempo intima, essa sta in piedi sul bordo di una fontana intenta probabilmente a lavarsi, ma l’acqua non viene da un rubinetto bensì da una nube. Il suo abito è un indumento intimo, stretto in vita e aperto sul petto con le maniche candide arrotolate. In epoca medievale le donne non indossavano le mutande e il reggiseno come oggi ma portavano una camicia, aperta sul davanti molto spesso e tenuta chiusa con dei lacci e fu così per gran parte del periodo medievale, solo l’abito di sopra cambiò a partire dal XII secolo con il bliaud. Non è certo che Waterhouse abbia voluto ispirarsi proprio al Medioevo anche se la figura era nota nelle saghe germaniche come abbiamo detto prima, certo è invece che egli abbia rappresentato l’ondina nella sua simbologia: essa infatti era considerata simbolo dell’elemento acqua.

 

Fonti bibliografiche:

Note


[1] È un poema epico scritto in alto tedesco medio nella prima metà del XIII secolo. Narra le vicende dell'eroe Sigfrido alla corte dei Burgundi e la vendetta di sua moglie Crimilde, che porta ad una conclusione catastrofica e alla morte di tutti i protagonisti. Il poema andò perduto nel XVI secolo ed è giunto a noi in diversi manoscritti che presentano un insieme di differenze e varianti.

[2] Erano una tribù germanica dell'Est che potrebbe aver migrato dalla Scandinavia verso l'isola di Bornholm. La traduzione di Alfredo il Grande di Orosio usa il nome Burgenda land. poeta e antico mitologo Viktor Rydberg (1828-1895) asserisce da un'antica fonte medioevale Vita Sigismundi, che gli stessi Burgundi mantenevano tradizioni orali sulla loro origine Scandinava. Intorno all'anno 270 popolazioni burgunde entrano per la prima volta in contatto con l'Impero romano. Nel III secolo dopo lo sfondamento del limes da parte degli Alemanni i Burgundi si stabilirono nella regione fra Reno e Meno. Nell'anno 369 l'imperatore Valentiniano I ottenne il loro aiuto nella guerra contro un'altra tribù germanica, gli Alemanni Tuttavia, i Burgundi sembrano aver avuto relazioni tempestose anche con i Romani, poiché razziavano anche le regioni di frontiera e allargavano la loro influenza più che potevano. I riferimenti che troviamo nelle fonti romane situano i Burgundi ad est del Reno e ritenevano i Burgundi semplicemente una tribù germanica orientale. Qualche tempo dopo la guerra contro gli Alemanni, i Burgundi vennero sconfitti in battaglia da Fastida, re dei Gepidi e furono quasi annientati. All'incirca quaranta anni dopo (fine del IV secolo), i Burgundi riappariono e seguendo le truppe di Stilicone che si ritiravano per combattere Alarico I dei Visigoti negli anni 406-408, le tribù settentrionali scavalcarono gli Alemanni a ovest e varcarono il Reno ed entrarono nei territori imperiali in quella che è stata definita come la Völkerwanderung, ovvero la migrazione dei popoli germanici. Il primo regno dei Burgundi, da cui derivò il regno medievale della Borgogna, risale al V secolo d.C. e alcuni personaggi del Nibelungenlied sarebbero personaggi reali come il re burgundo Gundecario che sarebbe il Gunther della saga dei Nibelunghi.

[3] In altre versioni è esattamente il contrario, cioè la creatura è mortale ma longeva e senz’anima, la può conquistare solo sposando un mortale.

2 commenti:

  1. Complimenti per questo articolo, è veramente molto interessante. Dato il comune interesse per le ondine, segnalo volentieri l'uscita di una nuova edizione di Undine (a cura di Denise Sarrecchia) con le illustrazioni originali di Arthur Rackham e con un estratto di Paracelso Sugli esseri elementari, gnomi, ondine, silfi e salamandre. L'introduzione del libro fa una panoramica sulla storia delle ondine.

    Il link del libro: http://www.arborsapientiae.com/libro/18651/undine-la-favola-di-friedrich-de-la-motte-fouqu-a-cura-di-denise-sarrecchia-cdo-6.html

    Il booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=kO_FkMN4Z_4

    L'introduzione: http://diacritica.it/strumenti/undine-il-mito-dietro-la-leggenda.html#fnref-865-4

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    1. Grazie Denise per la visita e il gentile commento!
      Visiterò quanto prima il link! Grazie ancora!

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